POLIFONICA PONTINA


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Eventi 2016

Eventi

Il coro a casa sua

Siamo tornati a casa. Come ogni anno, la sera del sei gennaio, anche per questa Epifania 2016 la corale dell'associazione polifonica pontina è tornata a casa sua, cioè nella chiesa del SS Cuore di Gesù a Borgo Sabotino Latina. E' tornata per esibirsi con il programma Natalizio con cui si è già esibito altrove nella provincia. Brani della tradizione natalizia, possiamo dire, a buon diritto, di tutto il mondo. Infatti, dopo il consueto omaggio alla Madonna con il "Tota Pulchra" di Borroni, siamo partiti per il viaggio attraverso località e tradizioni popolari che testimoniano la nascita di Gesù nel mondo. Si è passati dai vicini Monti Lepini con "Cristo ha nato", all'America del Nord con "Il tamburino" e quella del Sud con "Il dono dell'amore" del messicano Domingo junior. E poi da "Calipso Lullabay" dai ritmi caraibici, fino in Gran Bretagna con l'antica melodia "Noel", e in Irlanda con "Adeste Fideles", in Germania con un inno all'albero di Natale "O Tannenbaum", per tornare in Italia con "Tu scendi dalle stelle" derivata dalle tradizione partenopea e finire in Africa con "Betelehemu", brano che evoca tutto un mondo di ritmi, percussioni e di colori ben noto. Un ampio giro che è stato molto apprezzato dagli astanti, numerosi come al solito. I coristi, applauditissimi hanno concesso poi il bis, portando tutti in America con "Jingle Bells", con il solito decrescendo e la solita sorpresa finale. Il Parroco ci ha elogiato ed ha tenuto a sottolineare che non ci supporta (o sopporta come da lapsus del presentatore), ma bensì ci sostiene. E così si è finito in allegria per tutti, il coro, il solista Scapin, il tastierista Biondi, e il maestro Carlini. Si chiude così un altro ciclo, cioè un anno denso di attività e di successi, ma si ricomincia subito, sabato 9 Gennaio 2016, a Bassiano, ancora in atmosfera natalizia, ma anche con alcuni brani del grande maestro Giuseppe Verdi.

Roberto Palumbo

Il coro a Bassiano


Un bel pomeriggio di musica e cultura è stato quello di sabato 09 01 2015, al cospetto di un pubblico interessato e competente, nell'Auditorium comunale di Bassiano. Prima di tutto, mai location è stata più idonea per consentirci di esprimere la nostra arte. Una visibilità eccellente di tutti i coristi per tutto il pubblico presente, una acustica perfetta e la sensazione per tutti i coristi di essere in mezzo alla gente che è stata prodiga di applausi ed ha espresso il proprio apprezzamento per la nostra esibizione. Dopo il concerto qualcuno, evidentemente assai competente, ha avvicinato qualche corista facendogli i complimenti e dicendo: "Abbiamo visto che nel cantare ci avete messo il cuore e tanta passione". Sono cose che, ovviamente fanno piacere e che ci spronano a mettercela sempre tutta e a fare del nostro meglio. L'auditorium poi si inserisce in una struttura che comprende oltre al palazzo comunale, un interessante museo detto delle Scritture illustre, recentemente restaurato e di grande interesse, in omaggio ad Aldo Manuzio figlio di questo paese. Una location dove la cultura la fa da padrona e quindi, degna della nostra performance. Il concerto si è dipanato attraverso diverse fasi. La prima dedicata al maestro Giuseppe Verdi con i brani già più volte eseguiti in altre occasioni, con la solita potenza espressiva che li contraddistingue e l'alternanza tra momenti di accorato lirismo ed altri di veemenza e potenza, insolita e inaspettata. La seconda fase con due brani: "Tota pulchra" di Borroni, dedicata alla Madonna e "Il cantico delle creature" di San Francesco e musicato da Padre Stella che ha visto i suoi natali qui vicino a Carpineto. Poi una terza fase che è consistita nel solito giro natalizio per il mondo, e infine, una quarta ed ultima con altri due brani, il primo, a sorpresa, "Signore delle cime" non in programma, un omaggio al padre di una corista che era di Bassiano ed era amante della montagna. Il secondo come bis, richiesto con insistenza dall'appassionato pubblico, il solito "Jingle bells" con il decrescendo e la sorpresa finale. Non sono mancate le congratulazioni e i complimenti del Sindaco Domenico Guidi che ci ha definito una eccellenza nel panorama musicale e culturale della nostra provincia. Ha espresso quindi il suo grazie a ed un arrivederci al coro tutto, al basso solista Scapin, al tastierista Biondi e al maestro Carlini.

Roberto Palumbo

Muri antichi che costeggiano i boschi. Profumi e foglie infreddolite dall'aria di gennaio. Case di pietra che sporgono piccoli terrazzi quasi ad immergersi nei paesaggi incantati. E siamo sulla strada che dalla piazza conduce al Palazzo Caetani, ora sede ristrutturata dell'attuale Auditorium del Comune di Bassiano. Dopo il nostro tradizionale concerto del 6 gennaio a Borgo Sabotino, è con Bassiano che abbiamo iniziato il nuovo anno 2016, carichi di buona volontà e di simpatia per questo paese lepino colmo di bellezze, impreziosito di buon governo, di attenzione alla cultura ed all'arte, gentile nell'ospitalità'. Con la direzione del maestro Massimiliano Carlini e l'accompagnamento al pianoforte del maestro G. Luca Biondi, la Polifonica Pontina ha iniziato il concerto con alcuni brani di Verdi, il "Cantore d'Italia" unita. L'ex bambino prodigio, lo studente povero dall'incredibile genialità' che accompagnò musicalmente la voglia di riscatto e gli slanci del Risorgimento. E' con i toni di una sommessa preghiera che la Polifonica Pontina ha cantato "O Signore dal tetto natio". Come dialogando con un sogno i riferimenti ad una patria perduta a cui si contrappone la realtà della dura e cocente sabbia che opprime i crociati; sentimento all'interno del quale gli italiani si riconoscono, negli anni in cui fortemente era subita la dominazione austriaca. Un discorso ininterotto quello del Nabucco ,incitazione alla riscoperta della potenza e capacità dell'uomo che ambisce a riconquistare la propria dignità. Nell'interpretazione che abbiamo eseguito di "Gerusalem", ecco che si sussurra il nome di questa città "Gerusalem....Gerusalem..." si vede, appare da lontano, da quella valle di Giosafat, dove piangeva il Nazareno, "la grande, la promessa citta". E' attraverso la metafora che la musica di Verdi rende possibile l'identificazione con la sofferenza, con la visione esterna di un dramma a cui i moti del cuore possono rispondere con ringiovanito coraggio. I cori del Nabucco si avvertono comunicati attraverso una lingua non riconoscibile dalla censura di Vienna, capaci di trasformare la singola rassegnazione in speranza di massa. "Di lieto giorno un sole, forse per noi, spuntò..." sono le parole interpretate dal nostro coro ne "Gli Arredi Festivi", nell'emozione scenica che vede coinvolti gli ebrei, leviti, vergini ebree nel tempio di Salomone. Cadono infranti gli arredi festivi e si ode, terrorizzante, "l'atroce ululato di barbare schiere" Descrizione veloce, concitata, potente ,quella dalla voce del nostro coro, unico tessuto musicale teso a descrivere lo scempio, l'ingiustizia di questo subire, l'invocazione al Nume. Una voce particolarmente toccante ne "Gli arredi festivi" è stata quella del basso solista Michele Scapin nella parte di Zaccaria: "Freno al timor!" "Sperate, o figli!" l'incoraggiamento a sperare in quel nuovo sole che nelle riflessioni di Verdi era a rappresentare un'Italia unita, solo ed unico presupposto per il nostro paese di potersi ritagliare un ruolo autonomo sulla scena politica internazionale. Con sonorità' inizialmente sfumate di pianissimo, abbiamo successivamente intonato il "Va Pensiero". Declinazioni musicali che sembravano sfiorare con estrema lievezza quelle ali d'oro sulle quali poteva volare il pensiero e viaggiare leggero, fino ad arrivare alle dolci colline, dove libera e deliziosa, profuma l'aria della terra natale. Rompe con impeto i toni pacati e sognanti del brano, il grido vigoroso a ricordare gli ebrei deportati che invocano quell'Arpa d'Oro dei poeti, che ora tace, che ora si abbandona al pianto. Si e' avvertita importante la fusione emotiva tra il pubblico, coristi, il Maestro e il pianista in quel momento. L'Auditorium di Bassiano colmo delle nostre voci, in un intimo dialogo con la storia, con gli astanti coprotagonisti della stessa emozione, con il potere della musica. Dopo la bellezza, la suggestione dei brani verdiani ricchi d ardore, di forza, di solennità, la Polifonica Pontina è passata all'incanto di un inno alla fratellanza tra uomo e creato "Il Cantico delle Creature" il testo poetico più antico della letteratura italiana, scritto da S. Francesco d'Assisi e musicato da Padre Domenico Maria Stella: Successivamente, dalle più antiche tradizioni francescane, il nostro coro ha interpretato "Tota Pulchra" un canto mariano di spessore potente e molto popolare scritto da Padre Borroni. La Polifonica Pontina ha concluso il concerto con melodie natalizie provenienti da varie parti del mondo. Sono state eseguite: Il "Tamburino" di E.Marino, "O Tannebaum" di E. Auschtz, Calipso Lullaby" tradizionale delle isole indiane,"Betelhemu" tradizionale nigeriano e per la piacevolezza con l'incontro con Bassiano, abbiamo voluto offrire un ultimo canto: "Jingle Bells" per concludere con questi toni e con un sorriso il vissuto delle recenti feste ed augurare a tutti un sereno nuovo anno.

Eugenia Marchioni.

Polifonica Pontina alla tradizionale Domenica delle Palme della Confraternita S.Maria della Quercia a Roma.

Una solennita' particolare e sentita quella che coinvolge l'Associazione Polifonica Pontina nell'atmosfera della Domenica delle Palme a Roma, diventata da anni anche per noi, gradita tradizione. La Confraternita dei Macellari di Roma detta anche Confraternita di S.Maria della Quercia che sopravvive ai nostri giorni all'Arciconfraternita dell'Universita' dei Macellari del 1532 e' promotrice dell'evento suggestivo svoltosi anche quest'anno tra la piazza della Quercia dove fu edificata la Chiesa di S.Maria della Quercia e la piazza Capodiferro dove ha sede il Palazzo Spada che ha ospitato la cerimonia. Una processione a cui abbiamo partecipato con il nostro canto prima della messa cantata e alla sua fine,quando il Gonfalone con l'effige della Madonna viene riportato all'interno della chiesa e' stato un rito che ha reso ancora piu' particolare e sentita questa giornata e questo momento ed ancora piu' significativi i monumenti storici ed architetture religiose appartenenti all'area. Un'organizzazione impeccabile all'interno di Palazzo Spada che ha ospitato l'evento, in armonia con la realta' religiosa che si andava rappresentando e con la maestosita' del luogo che ha impresso in se il genio di Giulio Mazzoni e quello del Borromini. Molti gli ospiti presenti alla cerimonia religiosa insieme al personale del Consiglio di Stato ed al Presidente Alessandro Pajno. Noi della Polifonica come tutti gli anni, eravamo schierati sulla destra del magnifico cortile cinquecentesco,vicino ai sacerdoti che officiavano la messa. Di fronte a noi,le facciate del cortile interamente decorate a stucco ed il cancello della celebre galleria della "prospettiva",fantastico gioco prospettico di arcate e colonne,commissionato al Borromini dal cardinale Bernardino Spada,grande cultore delle arti. Sovrastavano la galleria del Borromini e per tutta la lunghezza del cortile le statue di Giulio Cesare,Augusto,Traiano,Gneo Pompeo,Fabio Massimo,Romolo e Numa Pompilio. Alle nostre spalle il suggestivo dipinto della Madonna raffigurata nella sua originaria collocazione tra i rami di una quercia nella campagna viterbese. Un pubblico attento ha seguito l'esecuzione dei nostri brani diretti dal M°Massimiliano Carlini ed accompagnati al pianoforte dal M° Gianluca Biondi e con molta compostezza sono stati interpretati : Osanna al figlio di David,Attende Domine, Lode,onore a Te, O capo insanguinato di J.S.Bach, Credo,Popule Meus, Santo, Ave Verum di W.A.Mozart, Salve Mater di Valentinus Miserachs. Dopo la suggestione rappresentata da questa importante ricorrenza cattolica accompagnata dal nostro canto anche la tradizione della cucina romana e' stata protagonista, come da uso secolare della Confraternita dei Macellari che oltre alla manutenzione della chiesa di Santa Maria della Quercia di loro proprieta', mantengono gli stessi scopi originali di assistenza,di umanita',di carita' che praticavano nel cinquecento. L'offrire del cibo,e' nel gesto,riproporre il carattere di generosita' e di apertura verso il prossimo che ha caratterizzato nei secoli la confraternita.Nel voler essere simbolico e momento importante di aggregazione, accoglie comunque anche casi di recente quotidiana poverta'. Al banchetto allestito tra il cortile della chiesa e il prestigioso palazzo Ossoli, tra tutte le centinaia di persone che si accalcavano per gustarlo c'e' stato anche qualche barbone che ho notato appartato mentre mangiava nel vicolo il piatto di bonta' offerto dalla Confraternita. Complimenti per tutto,Confraternita di Santa Maria della Quercia. E' stato bellissimo stare con voi.
Eugenia Marchioni.


Domenica delle Palme a Roma

Come ormai succede da anni, anche in questo 2016, il giorno delle Palme, in cui si ricorda il coro della Associazione Polifonica Pontina è stato chiamato a cantare durante la celebrazione della santa messa all'interno dello storico cortile del palazzo Spada che si affaccia sulla piazzetta della Quercia, nella stupenda Roma rinascimentale. Mancava però soltanto lei, la quercia che per secoli ha vegliato su quella piazzetta caratteristica e le ha conferito l'ombra necessaria e capace di mitigare la calura estiva. C'è chi sostiene che tutto ha una fine e chi invece pensa a lavori di pavimentazione per nulla rispettosi delle esigenze di quella quercia secolare. Fatto sta che la piazzetta sembrava diversa senza quella chioma frondosa. Per il resto tutto si è svolto secondo il programma ormai collaudato e noi del coro abbiamo fatto la nostra parte suscitando forti emozioni negli astanti specialmente in occasione del commento musicale e canoro del Passio in cui si narra della condanna, agonia, morte e resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. Quest'anno l'occasione era data dal venticinquesimo anniversario della "Pasqua dei Macellai romani", promossa appunto dalla confraternita di santa Maria della Quercia. Non è mancata, come tradizione, alla fine, la classica colazione romana pasquale, offerta a tutti, a base di uova sode, salumi, colomba pasquale e coratella.

Roberto Palumbo

All'Abbazia di Valvisciolo

Ogni coro dovrebbe provare l'emozione di un concerto all'abbazia di Valvisciolo o comunque in una chiesa di stile romanico. Per noi dell'Associazione Polifonica Pontina l'emozione provata in quella Abbazia è stata grande, grazie all'acustica davvero eccellente. Sembrava che le note del nostro canto si arrampicassero sulle pietre nude su verso la volta e vi permanessero a lungo per la delizia degli astanti. Siamo tornati in quel gioiello incastonato nel verde, dopo meno di un anno, per proporre un nuovo programma. Era la sera di Domenica 3 aprile e mentre fuori, sulla Pianura Pontina, una volta palude, oggi brulicante di luci, si ripeteva il millenario rito del tramonto, dentro l'Abbazia un pubblico numeroso assisteva alla incredibile danza delle nostre voci su per le colonne e sotto la alta volta a crociera. Un canto, il nostro, che, quella sera, è stato proposto in diverse forme sonore. Siamo partiti da due brani di gregoriano Victimae pascali laudes che solitamente chiude il periodo pasquale, e Popule meus di GPL da Palestrina, che immagina i "rimproveri" che Gesù rivolge agli ebrei dalla croce. Ed ho pensato: chissà queste mura quanti canti gregoriani avranno ascoltato dalle bocche dei monaci cistercensi? Ma noi non ci siamo fermati qui, perché, idealmente, abbiamo percorso un viaggio che, dall'anno mille ci ha portato ai giorni nostri. Siamo passati per due composizioni del piccolo grande genio della musica, Wolfgang Amadeus Mozart, quei Scandle coeli limina e Laudate pueri, composti in "tenera età" nei quali abbiamo ripercorso, per quanto possibile, i virtuosismi del compositore Salisburghese. Poi, con un balzo siamo approdati a un piccolo paesino Laziale, Carpineto Romano, dove un presbitero e compositore, padre Domenico Stella musicò la preghiera alla natura di Francesco d'Assisi. Anche in questi casi l'acustica del tempio è stata determinante, con la esaltazione dei toni già di per sé forti e veementi. Non potevano mancare le forti emozioni trasmesse da tre composizioni del maestro di Busseto Giuseppe Verdi. "O signore dal tetto natio", "Gerusalem" e "Gli arredi festivi" che abbiamo già proposto in tante altre occasioni. Questo viaggio ideale si è concluso con un autore Ceco moderno. Zdenec Lukas, prolifico compositore deceduto recentemente nel 2007. Abbiamo interpretato due suoi brani tratti dalla sua Missa brevis: il Kyrie e il Santus che per noi sono stati una prima assoluta. Due le persone che si sono prese cura di noi per la buona riuscita del concerto: l'accompagnatore alle tastiere Maestro Gianluca Biondi e il Maestro, direttore del coro, Massimiliano Carlini.

Roberto Palumbo

Per la prima volta la "Missa Brevis "di Zdenek Lukas a Valvisciolo.

Come omaggio all'Abbazia di Valvisciolo, la Polifonica Pontina ha presentato per la prima volta in concerto,brani tratti dalla "Missa Brevis" di Zdenek Lukas, uno tra i più raffinati compositori cechi.
L'originalità che distingue le scelte della direzione artistica del gruppo ha trovato nel misticismo del luogo piena adesione con l'idea della natura, nella composizione musicale eseguita. Diretti dal M° Massimiliano Carlini ed accompagnati al pianoforte dal M° Gianluca Biondi, abbiamo eseguito due dei brani della "Missa Brevis" in tonalità dove i piano ed i pianissimo si sono alternati a crescendo ed a finali sfumati del Kyrie e del Sanctus di Zdenek Lukas. Il Concerto a Valvisciolo del 03.04.2016 ha avuto in repertorio anche l'esecuzione del gregoriano "Victimae Paschali Laudes", "Scande Coeli Limina" e "Laudate Pueri" di W.A.Mozart. "il Cantico delle Creature" di P.D.M.Stella,"Popule Meus"di G.P.L.Palestrina. Hanno fatto seguito i brani verdiani "O Signore dal tetto natio" Gerusalem" "Gli arredi Festivi". Nella grande serenità che circonda l'Abbazia nella valle denominata dell'usignolo, si fondono architetture prive di sfarzi con olivi e boschi ,vigneti ed alberi di visciole,chiostri e giardini profumati, sobrietà e storia, templari e castello Caetani. Anche noi abbiamo portato una voce di pace in questo luogo dove il tempo e' circolare e nel presente rapisce in una grande forza; il respiro dell'anima mundi.

Eugenia Marchioni

A Doganella di Ninfa

MusicARvita, l'evento contenitore per promuovere l'arte nelle sue molteplici espressioni, si è svolto sabato 7 maggio nei giardini antistanti la chiesa di Santa Maria Assunta di Doganella di Ninfa e all'interno del teatro della parrocchia. Da un'idea del direttore artistico Maria Chiara Casillo, la manifestazione è giunta alla sua quarta edizione. Come le altre edizioni anche la presente ha mantenuto fede a quelli che sono stati, fin dall'inizio, i propositi della direttrice artistica. "La vita senza musica è come un corpo senz'anima" sostiene "per cui invita tutti a impadronirsi della meraviglia, a cercare le più semplici e pure emozioni nelle sfumature di un colore, nel chiaro scuro di un'immagine, nell'armonia di un ritmo..." Nella cornice di uno splendido pomeriggio di sole, ai piedi dei monti Lepini e a due passi dall'oasi di Ninfa, i presenti sono stati intrattenuti dal concerto della Banda Città di Cisterna. Subito a seguire le corali si sono esibite nel teatro della parrocchia gremitissimo di gente attenta e competente. Sono volate via veloci le note dei quattro cori in programma: Corale LiberinCanto di Doganella, corale san Pietro in Formis di Campoverde, corale della Polifonia Pontina di Borgo Sabotino e corale Le 6 dolci note… + 1 di Sermoneta. Il coro della Associazione Polifonica Pontina si è esibito, guidato dal maestro Massimiliano Carlini e accompagnato alle tastiere dal Maestro Gianluca Biondi, in una terna di brani di tutto rispetto, tratti dalle opere del maestro Giuseppe Verdi: I lombardi e Nabucco creazioni immortali che hanno preso la platea, con il loro misto di passioni, di speranze e di malinconia. Poi, per i presenti, un tuffo nel Medio Evo con gli "Sbandieratori Ducato Caetani" di Sermoneta
Roberto Palumbo

Nelle Parrocchie Santi Pietro e Paolo e San Francesco

Doppio appuntamento sabato 21 e domenica 22 maggio 2016 per il nostro coro che si fa conoscere ed apprezzare in molte delle parrocchie della città. Sabato abbiamo cantato nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, nella quale siamo stati invitati in occasione della rassegna Musicale Pontina, che è al suo secondo anno. Una rassegna giovane organizzata da giovanI, nel lodevole intento di creare uno spazio artistico nella nostra città dedicato soprattutto alla musica sacra. Le speranze che gli organizzatori riponevano quest'anno nella nostra esibizione, non sono andate deluse considerata l'accoglienza e l'interesse con cui tutti hanno ascoltato, apprezzato e applaudito la nostra perfomance. Il programma era piuttosto nutrito. Un'ora e più di concerto con diversi brani già più volte eseguiti in altre occasioni. Alcuni di questi brani sono stati poi riproposti nella chiesa di San Francesco che il giorno dopo era gremitissima di persone in occasione della decima edizione della rassegna "Terra pontina in… canto", organizzata dall' ARCL. Un importante traguardo quello raggiunto dalla rassegna che "si conferma come un punto di riferimento per la coralità amatoriale del territorio pontino, che stimola l'incontro e la conoscenza tra i cori e promuove e valorizza la loro meritoria attività culturale, sociale e civile, presso un più ampio pubblico." Sono stati ben dieci i cori a prendere parte a questa edizione della rassegna tra cui la nostra Associazione Polifonica Pontina. I brani che il coro ha eseguito nelle due occasioni sono stati di Mozart, di padre Stella, di GPL Palestrina, di Zdenek Lukas e di G Verdi, La Corale come al solito è stata diretta dal Maestro Massimiliano Carlini ed accompagnata alle tastiere dal Maestro Gianluca Biondi.

Roberto Palumbo

CORINFESTA 2016 Roma

Concerto lampo, della serie mordi e fuggi, quello di domenica 19 maggio a Roma nell'Oratorio del Caravita, a due passi alla piazza dove troneggia il candido Altare della Patria e vicino alla rettilinea via del Corso che penetra nei rioni storici del centro. Occasione per una passeggiata pomeridiana in una Roma sempre bella, baciata dal sole e sferzata dal vento, il concerto si è svolto all'interno di una chiesa splendidamente affrescata e con una storia molto interessante che si perde nei secoli passati. A proposito del concerto no stop cui abbiamo partecipato, il depliant illustrativo stampato e distribuito dice: "…4 giornate di concerti nel corso delle quali si alterneranno ben 45 cori associativi che offriranno al pubblico quasi 19 ore di musica corale di tutti i generi e stili e per tutti i gusti." Tutto nel quadro della festa europea della Musica. E noi della Associazione Polifonica Pontina, ci siamo inseriti in questa specie di catena di montaggio musicale senza soluzione di continuità. Con una precisione e puntualità quasi maniacale, l'organizzazione ha gestito l'esibizione di tutti i cori partecipanti, molti venuti da fuori. La nostra proposta in una rassegna così interessante e variegata si è basata su due autori come Zdenek Lukas e Giuseppe Verdi. Il primo con Kirie Santus e Benedictus tratti dalla Missa Brevis composta dal prolifico autore Ceco, e il secondo con tre brani tratti dal "Nabucco" e da "I Lombardi alla prima crociata". Tutto sotto la direzione del maestro Carlini e l'accompagnamento del Maestro Biondi. Siamo stati applauditi, ma subito abbiamo lasciato la scena al coro successivo.

Roberto Palumbo

Messa e concerto a Stella Maris
Si è conclusa Sabato 23 luglio la prima parte dei nostri impegni del 2016 con la messa ed il concerto a Stella Maris. La nuova realtà che ormai da qualche anno si trova alle spalle del lungomare di Latina. Per la chiesa questo passato è stato un anno di miglioramenti sia estetici che funzionali, sia all'esterno che all'interno. Dall'ampio sagrato che accoglie i fedeli, agli arredi dei vari ambienti, allo stupendo Chiostro retrostante, impreziosito con piante di olivo e belle sculture. Dal canto nostro, col nostro canto abbiamo reso più solenne la Santa Messa di quella sera, a cui ha assistito un pubblico numeroso, pur nella afosa serata di un sabato di luglio. Nella sua omelia, detta in maniera colloquiale passeggiando in mezzo al pubblico, il parroco ha citato una canzone degli anni 60 di Lucio Battisti "Io ho in mente te" che comincia con queste parole " Apro gli occhi e ti penso, ed ho in mente te…". Il giusto preludio al fatto che nel successivo nostro concerto, abbiamo cantato oltre a brani religiosi, anche brani laici imparati di recente. Tutti quanti atti d'amore verso Dio, oltre che verso il prossimo. Si sono susseguiti: "Tota pulchra" supremo atto d'amore verso la Madonna, a seguire "Il Kirie, il Santus e il Benedictus della Missa Brevis" dell'autore Ceco Zdenek Lukas che altro non sono che un Inno al Signore. Poi un atto d'amore verso il creato e il suo creatore, Come "Il cantico delle creature" splendida poesia di San Francesco, messa in musica da Padre Domenico Stella. Quindi una serie di brani che definiremo laici perché sembrano cantare un amore profano. Ma in effetti sono atti d'amore verso il Signore, come alludeva il parroco citando quella canzone degli anni sessanta. Di seguito "He", "I believe", "Smoke get in your eyes", "L'amore è una cosa meravigliosa", della tradizione americana, ma direi internazionale, così come lo sono quelli della tradizione napoletana, presentati per la prima volta: "O sole mio", "I te vurria vasà" e "Funiculì funiculà". Bis finale, richiesto con applausi scroscianti, con l'intramontabile e italianissima "Volare". Quest'ultimo brano è stato intonato volentieri anche dall'attento e competente pubblico su invito del maestro Massimiliano Carlini, insolitamente euforico. Spumeggiante come sempre il maestro Gianluca Biondi che ci ha accompagnato alle tastiere. Lodi e complimenti soprattutto dal parroco che ci ha ringraziato per la serata di bella e buona musica.
Roberto Palumbo


A Santa Chiara

La sera del sabato 10 Settembre 2016, Don Daniele, parroco di Santa Chiara, la chiesetta al Piccarello, vicino Piazza Moro, ha avuto più di un motivo per essere felice. La nuova chiesa, che sta sorgendo poco lontano dal sito attuale, ormai non è più un sogno, ma una realtà tangibile che a breve si realizzerà. La sua persona non è stata considerata nel progetto degli avvicendamenti tra parroci, messo in atto dal Vescovo della Diocesi in questi giorni, quindi resterà a Santa Chiara, ad aver cura delle anime di quel quartiere, con grande gioia e sollievo di tutti. I suoi parrocchiani gli hanno fatto dono di una pergamena come ricordo dei suoi trenta anni di sacerdozio. Noi della Associazione Polifonica Pontina gli abbiamo fatto dono della nostra presenza e, ovviamente del nostro canto, animando la Santa Messa, conferendole una maggiore solennità, e tenendo un applauditissimo concerto subito dopo. Il programma, lo stesso che è stato apprezzato, solo meno di due mesi fa nella chiesa Stella Maris al Lido, ha avuto due fasi distinte. Alcuni brani sacri: Tota Pulchra di Borroni solenne omaggio alla Madonna, tre brani dalla Missa Brevis dell'autore Ceco Z. Lukas e la bellissima poesia di San Francesco musicata da Padre Somma da Carpineto, Il Cantico delle Creature. Poi, alcuni brani laici che con i primi hanno in comune il tema dell'amore: He, I believe e Smoke gets in your eyes, della tradizione americana; O sole mio, I te vurrria vasà e Funuculì funiculà della tradizione napoletana. Per finire con l'intramontabile Volare. Il tutto sotto la direzione del Maestro Carlini e l'accompagnamento alle tastiere del Maestro Biondi. Apprezzamenti da parte del numeroso pubblico che gremiva la chiesetta mentre era palpabile la gioia e l'emozione del parroco don Daniele che, tra l'altro, nel ringraziarci, ha considerato come dietro una esibizione del genere ci fossero ore ed ore di preparazione e di sacrifici. Un grazie ed un in bocca al lupo a don Daniele per i suoi trenta anni di sacerdozio e per la sua nuova chiesa parrocchiale.

Roberto Palumbo

XIII rassegna d'autunno

Si è svolta sabato 26 novembre la rassegna d'autunno, giunta alla XIII edizione. Hanno partecipato tre cori: Il coro Eùphonia di Priverno (LT), la corale polifonica GB Martini di Colleferro (Roma), e la nostra Corale Polifonica Pontina di borgo Sabotino Latina. La manifestazione si è svolta all'interno della chiesa del ss Cuore di Gesù di Borgo Sabotino. Il primo coro ha eseguito brani di Benedetto Marcello, Mozart, Ludovico da Viadana e Cohen. In finale due brani per così dire laici, la famosa "Mille lire al mese" degli anni quaranta, di Gilberto Mazzi, e "Un bacio a mezzanotte" portata al successo da Gorni Kramer e dal duo Garinei Giovannini. Anche per il secondo coro brani di musica, per così dire seria, "Magnificat" di Vivaldi e "Ave Maria" di un autore moderno Astor Piazzolla e in finale "Aggiungi un posto a tavola" di Armando Trovaioli, tratto dalla commedia omonima. Due giovani cori dal vasto e poliedrico repertorio, molto apprezzati dal folto pubblico presente, ai quali si è aggiunta la nostra corale con cinque brani: "Verbum caro" brano tradizionale sul mistero dell'incarnazione. Quindi "Nitida stella" un inno a Maria di anonimo. Quindi la struggente melodia del Benedictus tratto dalla messa di Jenkins, nell'esecuzione della quale siamo stati accompagnati dal violino di Maurizio Cassandra. Per finire due brani di grande solennità come "Exulta e Lauda" di Refice e "Exultate di Williams. Il tutto con l'accompagnamento del maestro Gianluca Biondi alle tastiere, e sotto la direzione del Maestro Massimiliano Carlini. Il nostro maestro ha infine diretto tutti e tre i cori insieme, nella esecuzione del Nabucco di Verdi. E, con esso, abbiamo riempito di note e di voci le navate del tempio, in un crescendo di grande solennità e veemenza, da far venire i brividi, e che solo il maestro di Busseto è stato capace di creare.

R. Palumbo

Il coro a Sabaudia

S'avvicina il Natale e si fanno più fitti gli impegni della polifonica pontina, in giro nella provincia e nella regione. Domenica 4 dicembre siamo stati chiamati ad esibirci presso il teatro della Caserma della Guardia di Finanza in Sabaudia dove, alla presenza dei militari dell'arma e di un folto pubblico abbiamo tenuto un concerto dal programma abbastanza nutrito suscitando grande interesse e un buon successo. In…canto… verso il Natale si è svolto attraverso melodie e ritmi che, ormai da tempo, fanno parte del nostro bagaglio canoro, da "He", "I believe", "Smoke gets in your eyes", "L'amore è una cosa meravigliosa" della tradizione americana, a "Calipso lullaby", "O tannenbaum", "Il dono dell'amore", e Jingle bells" della tradizione natalizia, passando per "I te vurria vasà", "O sole mio", "Funiculì funiculà" della tradizione napoletana, e "O signore dal tetto natio" e "Va pensiero" del Maestro Giuseppe Verdi di Busseto. Come al solito siamo stati diretti dal Maestro Massimiliano Carlini e accompagnati alle tastiere dal Maestro Gianluca Biondi.

Roberto Palumbo

Concerto di Natale 2016.

E' stata una serata di bella e buona musica quella di mercoledì 7 dicembre in occasione del concerto di Natale, tenutosi nella chiesa del ss Cuore di Gesù di Borgo Sabotino, e a cui hanno partecipato tre splendide realtà canore e sonore della nostra provincia. L'orchestra "Ensemble allegro con brio", il "Coro di giovani cantori Enjoy" e la "Polifonica Pontina", si sono esibiti da soli e insieme, davanti a un folto pubblico che ha applaudito a scena aperta. Si sono alternati alla direzione dei brani eseguiti, i maestri Valeria Scognamiglio, Massimiliano Carlini e Bogdanova Iovanka. Il coro Enjoy ha allietato gli astanti, tra gli altri, con brani di Haendel, e di diversi autori moderni come Khalifa, Papoulis, Schramm, ed altri, interpretando mirabilmente, sotto la guida impeccabile della maestra Bogdanova, quelle sonorità innovative ed insolite tanto apprezzate dai giovani. L'orchestra "Ensemble allegro con brio", che ha accompagnato i giovani cantori nella loro esibizione, ha poi eseguito due brani eccezionali, l'Ave Maria di Astor Piazzolla, dolcissima, che è stata definita " una preghiera senza parole, con la quale si comprende come la perdita del testo rafforzi e renda ancora più intenso il proposito ultimo di questa musica: l'avvicinare l'uomo alla divino", poi "Il vento del mare" opera di un giovane autore della nostra città Andrea Cellacchi, che ha avuto premi e riconoscimenti in tutto il mondo. Il brano, scritto per orchestra sinfonica, si è fatto apprezzare per il suo eccezionale verismo e per le emozioni suscitate dal racconto delle forze della natura, ora impetuose, ora placate e calme. Un brano da far accapponare la pelle!! Siamo poi entrati in scena noi della polifonica che abbiamo portato i primi presagi di un'atmosfera natalizia ormai prossima, con brani come il tradizionale "Venite a Gesù", il nigeriano "Betelehemu", Il "Dono dell'amore", portato al successo da Placido Domingo e "Calipso Lullaby" delle isole indiane. Il Maestro Gianluca Biondi ci ha accompagnato alle tastiere, mentre a conclusione della serata, dopo aver cantato insieme all'orchestra il tedesco "O Tannenbaum", inno all'Abete, come albero di Natale, l'orchestra e i due cori hanno intonato la melodia irlandese "Noel", come augurio solenne, a tutti i convenuti, per il Santo Natale.

Roberto Palumbo

Concerto all'Immacolata

Quella dell'Immacolata Concezione, retta dai frati francescani, nel nostro capoluogo, è una delle prime parrocchie di Latina, sorta nel quartiere del tribunale, già da alcuni decenni e di essa siamo stati ospiti la sera della domenica 11 12 2016, noi della Polifonica Pontina, per un concerto di Natale. Per l'occasione siamo stati preceduti dal Moody Quartet nella esecuzione di un brano di G Paisiello, brano che si è fatto notare per la sua grazia e la sua freschezza. Mirabile l'esecuzione del quartetto composto da Chiara Palmieri al flauto, Valentina Palmieri al violino, Selene Cantarella alla viola e Sharon Viola al Violoncello. A seguire il nostro concerto che ha avuto una prima parte in cui abbiamo eseguito il Tota Pulcra di Borroni e l'Ave Maria di B Somma come omaggio alla Immacolata Concezione, e Il Cantico delle Creature, come giusto omaggio ai Frati Francescani. A seguire la delicatissima melodia del Benedictus di Jenkins, sottolineata dal suono delicato del violino di Valentina Palmieri. Siamo entrati poi in tema natalizio. Il tamburino, Gloria in Excelsis Deo, Il dono dell'amore, con la voce solista del soprano Sabrina Marotta, Venite a Gesù con la voce solista del tenore Enrico Iavarone, Calipso Lullaby e Betelehemu, si sono susseguiti fino agli auguri finali di Noel e al bis richiesto di Jingle bells. Nella esecuzione dei brani, siamo stati accompagnati al piano dal maestro Gianluca Biondi e diretti dal maestro Massimiliano Carlini.
Roberto Palumbo


Il coro a Palestrina


Palestrina, l'antica Preneste, cittadina laziale a noi familiare perché ha dato i Natali a un grande della Polifonia, tale Giovanni Pierluigi da Palestrina, compositore italiano del 500, è stata la sede del nostro concerto di Natale che si è tenuto nella Chiesa della Sacra Famiglia, la sera della domenica 18 dicembre 2016. La chiesa di stile moderno, alla periferia del paese, si è riempita di gente attenta e interessata per quello che sarebbe stato il nostro concerto. Noi l'abbiamo ripagata con un'interessante esibizione, molto apprezzata e applaudita. Con i brani in programma, tutti canti natalizi, abbiamo fatto, praticamente volando, il giro del mondo, interpretando le varie tradizioni locali, legate a questa magica circostanza. E il numeroso pubblico ha mostrato di gradire, tanto che all'ultimo brano "Jingle bells", spontaneamente, ci ha accompagnati con un lungo e ritmato battimani. Dopo i ringraziamenti di rito e la constatazione che un calore così eccezionale da parte di un pubblico a un nostro concerto non si sentiva e vedeva da tempo, tutti insieme, noi e loro, abbiamo cantato "Tu scendi dalle stelle" accompagnati al piano dal maestro Gianluca Biondi e diretti dal maestro Massimiliano Carlini.

Roberto Palumbo

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